[...] Quest'opera sembra condurci in una sorta di verità più profonda, che non confluisce sempre nella verità ordinaria. Queste opere si possono leggere anche come paesaggi emozionali di una stagione totale ravvicinata, che intensificano la verità non rispettando più la prospettiva naturalistica nè le regole accademiche. [...]
Giorgio Auneddu, Catalogo della mostra Diaspora, Torino, 1990.