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Giulio Mosca

Giulio Mosca nasce a Cassano Irpino (I)
Artista visuale e scultore, consegue la maturità artistica e nel ‘67 si trasferisce a Torino, attratto dallo spessore culturale del capoluogo piemontese. Si iscrive al corso di Scultura all’Accademia Albertina di Belle Arti, prendendo parte in quegli stessi anni ai fermenti artistici che animano la città. Condivide le esperienze più significative nell’ambito dell’Arte Concettuale e dell’Arte Povera, allora nascente, attraverso l’amicizia con Penone, Zorio e altri protagonisti delle Post Avanguardie. Frequenta l’ambiente internazionale della Galleria Sperone, dove incontra l’artista americano Sol Lewitt e collabora con altri giovani artisti ad alcuni suoi progetti presso importanti istituzioni d’arte.

Titolare di cattedra di Scultura dal ’71 presso i Licei Artistici, ha esposto con continuità in mostre personali e in eventi internazionali. Sue opere e sculture monumentali sono collocate in spazi urbani e privati.

Interessato alla ricerca e alla sperimentazione, nella sua poetica indaga la riflessione filosofica attorno al mistero della vita e al ruolo catartico dell’arte quale strumento di conoscenza. Il suo linguaggio si esprime tecnicamente con l’uso di materiali che spaziano dalla terracotta al bronzo e all’alluminio, dalla cera al gesso, dall’utilizzo della stampa fotografica alla pittura.

Numerosi i viaggi negli USA, dove realizza una scultura momumentale nel New Jersey e una mostra personale a New York negli anni ’90.

Dal 2008, in occasione di una visita a Casa Colombo in Jersey City, avvia una stretta collaborazione con l’Executive Director Carla Truncellito Mastropierro, per la nascita del MACC Museo Arte Casa Colombo (ora Italian Educational & Center for the Arts at Casa Colombo), insieme a Raffaella Giordana e Silvana Nota, che curano la mostra inaugurale Inner Earth  Project, cui partecipa con un’ installazione e diverse opere.

Intervista all’artista

A cura di Agata Carollo

Quale ruolo assume l’arte nella tua esperienza?
Ho sempre vissuto l’arte come missione di vita e come strumento per cogliere ed esprimere la condizione umana. Trovo che la dimensione più autentica dell’esistente stia nel suo relazionarsi al trascendente ed è in questo senso che vivo l’arte come una preghiera, come rapporto con l’assoluto e mezzo di redenzione.

Il ruolo redentivo che attribuisci all’arte è aperto a tutti i fruitori?
La mia è un’arte che vuole scuotere l’interiorità di chi la fruisce, vuole svegliare dal torpore e dall’inautenticità di una vita in cui l’uomo, nel rendersi autosufficiente, rischia di perdere se stesso.

È per tale ragione che consideri l’arte come strumento di contatto tra Dio e uomo?
Si, infatti la verticalità si presenta come tema ricorrente nelle mie opere in quanto nell’esprimere la distanza tra Dio e uomo se ne esprime anche l’anelito al contatto che può avvenire solo se l’uomo riesce ad elevarsi verso una dimensione superiore.

In che senso consideri sacra la tua arte?
L’arte è sacra in quanto è in grado non solo di esprimere la distanza tra Dio e uomo, ma anche e soprattutto di colmarla creando una relazione, un dialogo tra le due alterità.

La tua è un’arte estremamente simbolica. In che senso ricorri al simbolo?
Il simbolo è implicito nella stessa natura dell’uomo e del mondo. Esso permette di esprimere allusivamente una realtà che non si lascia cogliere in modo lineare e completo.
Nel suo essere qualcosa che rimanda ad altro riesce ad esprimere ciò che voglio rappresentare nei miei lavori e mi permette di lasciare sempre aperti nuovi spazi interpretativi.

Quali sono i temi propri della tua arte?
E’ un’arte che tratta questioni universali che vanno dalla specificità dell’uomo come “Angelo caduto”, ovvero come angelo mancato che tende ad una dimensione superiore, alla “Cosmogonia” inteso come momento e spazio cosmico in cui vengono posti i protagonisti della storia umana e divina. Dalla “Croce”, come evento che rappresenta la realtà del dolore, del peccato, ma anche della redenzione, all’”Eros” come dimensione enunciativa. Non è semplice rappresentare questi temi in una società dissacrata, ma forse questa consapevolezza mi dà un motivo in più per riaffermare quanto di più vero sento appartenere all’Uomo come uomo, ovvero all’uomo di tutti i tempi.

Qual è la tua disposizione interiore quando lavori?
Quando mi accingo al lavoro segno costantemente le direttive che mi provengono dal profondo di me stesso, percepisco forti emozioni e le trasmetto nella forma delle mie opere.

Opere in spazi pubblici

2010 – Jersey City N. J. (U.S.A)
Opere Permanenti al MACC Museum
Installazione “PEOPLE”

2008 – Fondazione Peano
Installazione Scultorea “FIGURE” Permanenti alla Fondazione Peano Cuneo Italy

2002 – Roma
Sagrato Parrocchia S. Gabriele
Croce
bronzo granito H cm 350

2002 – Ancona 
Ancona – G. d. F.
4 Pannelli
vetro-resina – cm 200×100

2001 – Cassano Irpino (Av)
Cassano Irpino (Av)
Monumento ai caduti
bronzo-granito – H cm 500×300

2000 – S. Benedetto del Tronto
Capitaneria di Porto
Pannello in bronzo
bronzo – H cm 120×110

1999 – Agrigento
Parrocchia Divina Provvidenza
Via Crucis
cm 40×30

1998 – Torino
Parrocchia madonna di Fatima
Battesimo di Gesù
bassorilievo in cera colorata – cm 220×130

1996 – Torino
Palazzo di Giustizia
Scultura monumentale
bronzo – H cm 40ox4oo

1995– Moncalieri (TO)
Biblioteca “Arduino”
Opere Permanenti (SOLE e STELE Inox)

1995 – Moncalieri (To)
Biblioteca Arduino – giardino esterno
Installazioni
acciaio, alluminio

1992 – Torino
Parrocchia Madonna di Fatima
Via Crucis
cera pigmenti colorati – H cm 40

1991 – N.J. USA
Florhan Park 
Monumento commemorativo a D. G. Russolillo
bronzo – H cm 250

1990 – Eschirolles (Francia)
Opera Permanente presso Palazzo del Comune di Eschirolles (Francia)
Profeta
bronzo

1987 – S. Giorgio Scarampi (At)
S. Giorgio Scarampi (At)
Monumento ai caduti
cemento bianco – H cm 400

1982 – Napoli
Chiesa S.S Cuori
Via Crucis
terracotta – cm 30×40

1974 – Firenze
Caserma Predieri
Monumento alle trasmissioni
cemento bianco e polvere di marmo

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